Progetto Ettore Majorana. Opera lirica e scienza

OPERA LIRICA E SCIENZA

OPERA OGGI, PROGETTO DI OPERA LIRICA ‘TOTALE’, METTE IN SCENA UNO SPETTACOLO SUL LAVORO, LA VITA E LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI ETTORE MAJORANA

Un progetto ambizioso e innovativo porterà sulla scena, con debutto mondiale il prossimo settembre 2017, l’opera lirica ETTORE MAJORANA. Cronaca di infinite scomparse. Uno spettacolo interamente creato, dalla stesura del libretto, alla composizione musicale, alla regia, da professionisti under 35 e prodotto, per l’apertura della stagione 2017/2018, da OperaLombardia, il brand che raggruppa in un unico grande cartellone d’opera i 5 teatri di tradizione della Lombardia (Fondazione Donizetti di Bergamo, Teatro Grande di Brescia, Teatro Sociale di Como, Teatro Ponchielli di Cremona e Teatro Fraschini di Pavia).

Un lavoro dall’ampio respiro, a dir poco intrigante, che affronta, alle soglie dell’80esimo anniversario della scomparsa di Ettore Majorana, una delle storie più incredibili e misteriose del 900. La scelta di lavorare sulla figura del fisico italiano, definito un ‘genio’ al pari di Galileo Galilei ed Isaac Newton, ha molteplici ragioni e conduce ad interessanti risvolti nell’ambito della realizzazione dell’opera.

 

PERCHÉ ETTORE MAJORANA

L’attualità del personaggio e della sua ricerca scientifica sono indiscusse, infatti, nonostante Majorana sia vissuto ormai un secolo fa, fu un fisico profetico per la sua epoca. Alcuni dei suoi lavori sulle particelle elementari, sulle forze nucleari e sull’antimateria sono tutt’oggi oggetto di studio. La scelta del soggetto pone inoltre l’interessantissima messa a confronto tra due mondi, quello della scienza, in particolar modo della fisica, con quello della musica.
Ispirati dalle teorie di Ettore Majorana sulla fisica teorica e meccanica quantistica, si è scelto di raccontare la sua storia con un taglio quasi noir, poliziesco, nel tentativo di scrivere una nuova opera lirica e rompere gli schemi, smentire gli stereotipi che oggi separano il largo pubblico da questo genere artistico, così come dalla fisica teorica che, a causa della sua complessità, risulta ai più tutt’altro che popolare. Il tutto avviene proprio all’interno di uno ‘spazio musicale’ dal momento in cui, anche la musica, segue leggi matematiche e fisiche.
Cosa vuol dire fare opera lirica oggi? Rispondono gli autori dell’opera: ‘Se è vero che il ‘900 ci ha portati verso il concetto di ‘frammentazione’, dove ci sta portando il XXI secolo? La nostra risposta a queste questioni è andata verso la nozione di ‘realtà aumentata’. In un mondo in cui il progresso tecnologico ci ha immerso in una realtà che va oltre a quella fisica classica che conoscevamo, non potevamo certo scegliere di fare un’opera che parlasse al pubblico odierno senza tenere conto di questo fondamentale aspetto della nostra contemporaneità. Proprio da questa considerazione derivano le nostre scelte, in primis quella del soggetto del nostro racconto: Ettore Majorana’.
Siamo di fronte ad un’opera totale, un nuovo teatro musicale che indaga la contemporaneità con tutti gli strumenti possibili, alla ricerca di nuove soluzioni artistiche e di linguaggio. Una nuova spinta artistica che promuove progetti inediti e contemporanei, nata all’interno di OperaLombardia con OPERA OGGI.

CHE COS’È OPERA OGGI, LA LIRICA CONTEMPORANEA DI OPERALOMBARDIA

Nel triennio 2015-17, OperaLombardia ha avviato l’ambizioso progetto di promuovere l’opera contemporanea nella stagione lirica, con nuove commissioni. In particolare con il Concorso internazionale OPERA OGGI, ha promosso la realizzazione di un’opera lirica ‘totale’ che comprendesse la stesura del libretto poetico, la creazione musicale e la regia, da parte di professionisti under 35 anni.
Nel novembre 2015, la prestigiosa giuria, presieduta dal Maestro Giorgio Battistelli e composta da registi, drammaturghi, compositori e direttori artistici dei teatri coproduttori, ha scelto il team artistico vincitore, dopo aver analizzato gli oltre 50 progetti pervenuti da tutta Europa.


Roberto Vetrano, compositore, Stefano Simone Pintor, regista e librettista e Gregorio Zurla, scenografo e costumista sono gli autori dell’opera lirica ETTORE MAJORANA. Cronaca di infinite scomparse. L’opera vincitrice, pubblicata dalla casa editrice Ricordi, sarà prodotta e circuiterà nelle stagione liriche 2017/18 dei teatri di OperaLombardia, di Magdeburg (Germania) e al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia (Spagna). Il cast dei cantanti è stato selezionato nel gennaio 2017 dalla 68° edizione del Concorso per Giovani Cantanti Lirici d’Europa dell’AsLiCo.

Guarda il video-teaser a cura di Studio Antimateria:

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MUSICA E SCIENZA: INIZIATIVE COLLATERALI E COLLABORAZIONI

Un progetto così affascinante, che tocca aspetti nevralgici della nostra contemporaneità, non poteva che spalancare le porte all’ ampio studio sull’argomento Musica e Scienza. Interessanti approfondimenti ed una costante collaborazione con il mondo della Scienza, della Filosofia e della Scuola faranno da corollario in attesa del grande debutto. Oltre alla collaborazione con Bergamo Scienza, a partire da maggio sono in programma conferenze gratuite (di seguito il calendario) organizzate dal Teatro Sociale di Como, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, che si svolgeranno anche all’interno di Parolario 2017, la celebre manifestazione comasca dedicata alla cultura nel suo senso più vasto e nell’ambito di Fai il pieno di cultura.

 

FOCUS MAJORANA E BIBLIOGRAFIA

MUSICA E SCIENZA: INIZIATIVE COLLATERALI E COLLABORAZIONI

Un progetto così affascinante, che tocca aspetti nevralgici della nostra contemporaneità, non poteva che spalancare le porte all’ ampio studio sull’argomento Musica e Scienza. Interessanti approfondimenti ed una costante collaborazione con il mondo della Scienza, della Filosofia e della Scuola faranno da corollario in attesa del grande debutto, ma non solo. Tutta l’intera STAGIONE NOTTE 2017/2018 sarà dedicata alla scienza, a partire dal titolo: L’INFINITA EQUAZIONE.

A partire da maggio, il Teatro Sociale di Como ha organizzato una serie di eventi collaterali ad ingresso libero per avvicinare il pubblico a questi argomenti, nonché per prepararlo a quest’opera inedita. Come sempre, il Teatro ha scelto di collaborare con le istituzioni e le associazioni cittadine, toccando vari aspetti dell’argomento e ponendo attenzione alle diverse fasce d’età. La Biblioteca di Como ci ha fornito una bibliografia su Ettore Majorana, a cura di Chiara Milani, Responsabile Scientifico della Biblioteca.

Con scadenza maggio 2017, la Fondazione Alessandro Volta, importantissimo centro per la divulgazione e il supporto di attività scientifiche, promuove il concorso “RISCOPRI ALESSANDRO VOLT@” – VI EDIZIONE. Racconta la Fisica in 10 minuti: “Piccolo, piccolo, ma quanto?” indirizzato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Ciascun vincitore riceverà un biglietto omaggio per assistere allo spettacolo del 30 settembre che andrà in scena presso il Teatro Sociale di Como.

In collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, è in programma un ciclo di conferenze gratuite intitolato “L’ALCHIMIA DELLE SETTE NOTE”,che si svolgeranno anche all’interno di Parolario 2017, la celebre manifestazione comasca dedicata alla cultura nel suo senso più vasto.

A seguire, a settembre ci sarà la possibilità di partecipare all’ultimo divertimento che ha preso piede a Los Angeles e che si sta espandendo dalle città degli Stati Uniti all’Europa. Si tratta delle ROOM ESCAPE, luoghi dove un gruppo di persone viene rinchiuso in una stanza (volontariamente) e deve risolvere vari misteri grazie agli indizi disseminati per ottenere la chiave d’uscita.

Il 16 e 17 settembre è in programma, come ogni anno, FAI IL PIENO D’OPERA, il weekend completamente dedicato all’opera di inaugurazione della Stagione d’opera. Diverse e numerose sono le iniziative in calendario.

Durante tutto il weekend, in collaborazione con il Parco Scientifico Tecnologico ComoNExT, volto a favorire il rilancio e lo sviluppo competitivo del territorio promuovendo la cultura dell’innovazione, in Teatro sarà posizionato MAJORANA RELEADED, un laboratorio interattivo e multimediale dedicato alla scienza.

In piazza Verdi, intrattenimenti vari allieteranno grandi e piccini per avvicinare tutti al mondo della scienza.

In collaborazione con il Festival della Luce – Lake Como 2017, sabato 16 l’incontro OPERA E SCIENZA vedrà protagonisti il fisico Erasmo Recami e il compositore Roberto Vetrano.  

Nella Sala dei Nobel dell’Associazione Carducci, il 16 alle ore 20.30, verranno letti brani tratti dal testo di Leonardo Sciascia La scomparsa di Majorana, a cura di Allineamenti.

A seguire, dalle ore 22.00 circa, all’Ostello Bello Lake Como di Viale Fratelli Rosselli, spazio al cinema con MAJORANA 8mm, una selezione di film dedicati a Ettore Majorana e alle personalità più enigmatiche della scienza.

Domenica mattina alle ore 11.00, la Sala Bianca del Teatro sarà pervasa dalle note del Quartetto Artemisia nel CONCERTO LA SCIENZA IN MUSICA.

A chiudere gli eventi del FOCUS MAJORANA sarà l’ANTEPRIMA MAJORANA in programma domenica 24 settembre. I tradizionali incontri di presentazione delle opere a cura di un musicologo con la partecipazione del cast saranno in calendario dalla prossima stagione alla domenica precedente all’opera, al mattino alle ore 11.00 in Sala Bianca.

SCARICA QUI LA BROCHURE CON TUTTI GLI EVENTI DI “FOCUS MAJORANA”

Ettore Majorana. Una bibliografia

A cura di Chiara Milani, Responsabile Scientifico della Biblioteca di Como

Questa bibliografia non ha la pretesa né lo scopo di essere esaustiva: intende fornire alcune indicazioni di conoscenza, selezionate anche in base a criteri di reperibilità nelle biblioteche, nelle librerie e in rete.

La ricerca effettuata ha rivelato un continuo e sempre rinnovato interesse per Majorana e il mistero della sua scomparsa che ha portato scienziati, giornalisti, scrittori, registi a occuparsi del caso.

La bibliografia è organizzata in 5 sezioni:

  • Scritti e lezioni di Ettore Majorana
  • Saggi, inchieste, opere di fantasia
  • Film, documentari, trasmissioni in TV
  • Graphic novel
  • Per approfondire

* anche e-book

Opere di fantasia – romanzi, racconti, opere teatrali sono indicati tra [ ]

All’autore /autori dei libri segnalati, in orine alfabetico, seguono le note editoriali: luogo, edizione e anno.

 

 

SCRITTI E LEZIONI DI ETTORE MAJORANA

Accademia Nazionale dei Lincei

La vita e l’opera di Ettore Majorana: 1906-1938.

Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1966

 

Majorana, Ettore

Il taccuino incompiuto: vita segreta di Ettore Majorana.

A cura di Valerio Tonini. Roma, Armando, 1984

 

Majorana, Ettore

Lezioni all’Università di Napoli.

A cura di B. Preziosi.

Napoli, Bibliopolis, 1987

 

Majorana, Ettore

Lezioni di fisica teorica.

A cura di Salvatore Esposito.

Napoli, Bibliopolis, 2006

 

SAGGI, INCHIESTE, OPERE DI FANTASIA

Angiolino, Andrea

Il volo di Majorana. [ROMANZO]

Napoli, Homo scrivens, 2016

 

Artemi, Carlo

Il piano Majorana. Una fuga Perfetta.

Roma, De Rocco, 2007

 

Arguello, Javier

A proposito di Majorana.

Roma, Voland, 2016

 

Bascone, Ignazio

Tommaso l’omucani, amara e miserabile ipotesi sulla scomparsa di Ettore Majorana.

Mazara del Vallo, Libridine, 2010

 

Batignani, Piero

La scomparsa di Majorana: c’è qualcuno che sa.

Firenze, Florence art edizioni, 2010

 

Bella, Salvo

Rivelazioni sulla scomparsa di uno scienziato: Ettore Majorana.

Milano, Italia Letteraria, 1975

 

Bertocci, Umberto

La scomparsa di Ettore Majorana: un affare di stato?

Roma, Andromeda, 2005

 

Bisi, Susanna

Sciascia, Savinio e la scomparsa di Majorana.

Soveria Mannelli, Rubbettino, 2011

 

Bonells, Jordi

La deuxième disparition de Majorana. 

Paris, Liana Levi édition, 2004

 

Bonolis, Luisa

Majorana, il genio scomparso.

Pubblicato per la prima volta nel 2003, è stato riedito nel 2013 da Le Scienze di Roma.

 

Borello, Giuseppe

La seconda vita di Majorana.

Di Giuseppe Borello, Lorenzo Giroffi, Andrea Sceresini.

Milano, Chiarelettere, 2016

 

Brancaleone, Andrea

Considerazioni su Ettore Majorana.           

Napoli, s.e., 1989

 

Campailla, Sergio

Controcodice. Partita a scacchi con Ettore Majorana.

Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2002

 

Castellani, Leandro

Dossier Majorana.

Milano, Fabbri, 1974

 

Castellani, Leandro

Mistero Majorana, l’ultima verità.

Firenze, Clinamen, 2006

 

Colangelo, Giorgio

La banda di via Panisperna: Fermi, Majorana e i fisici che hanno cambiato la storia.

Milano, Hoepli, 2013

 

Cortesi, Paolo

Ettore Majorana:lo scienziato che sparì nel nulla.

Forlì, Foschi, 2007

 

D’Amelio, Saverio

Il caso Majorana. Risolto dopo ottant’anni?

Roma, Edizioni Sabinae, 2015

 

Esposito, Salvatore

La cattedra vacante: Ettore Majorana, ingegno e misteri. *

Napoli, Liguori, 2009

 

Finzi, Roberto

Ettore Majorana: un’indagine storica.  

Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2004

 

Gambino, Sharo

L’atomica e il chiostro. Il monaco di Hiroshima. Ettore Majoana. La certosa di Serra San Bruno. Vibo Valentia, Qualecultura, 2001

 

Klein Etienne

Cercando Majorana: il fisico assoluto.

Roma, Carocci, 2014.

 

Lomorandagio

L’Angelo che custodiva gli atomi. Ettore Majorana fra le mura di una certosa?

Napoli, Girolamo Onda editore 2012

 

Magueijo, Joao

A brilliant Darkness: the extraordinary life and disappearance of Ettore Majorana, the Troubled Genius of the Nuclear Age. *

New York, Basic Book, 2009

Tradotto in italiano: La particella mancante: vita di Ettore Majorana, genio della fisica.

Milano, Rizzoli del 2010

Milano, Corriere della Sera, 2015.

 

Maltese, Giulio

Il papa e l’inquisitore: Enrico Fermi, Ettore Majorana, via Panisperna.

Bologna, Zanichelli, 2010

 

Maurizi, Alessandro

Il destino di Majorana.

Macerata, Simple, 2009

 

Mottola, Oreste

Il paese delle ombre. La scomparsa di Ettore Majorana, Hemingway e quasi altre trenta storie.

Napoli, Edizioni Magna Grecia, 2007

 

Pizzi, Marco

Il mare di Majorana.Dramma teatrale in tre atti.*

[Senza note tipografiche] 2012.

 

Prosperi, Francesco

Majorana ha vinto il Nobel.

Bologna. Meridiano zero, 2016

 

Punzi, Corrado

Ettore Majorana o del diritto all’alterità.

Milano, Mimesis, 2016

 

Recami, Erasmo

Il caso Majorana: epistolario, documenti, testimonianze.

Stampato per la prima volta a Trieste nel 1987, riedito nel 2000 e 2008 da Di Renzo di Roma.

 

Russo, Bruno

Ettore Majorna: un giorno di marzo.

Palermo, Flaccovio, 2005.

 

Sciascia, Leonardo

La scomparsa di Majorana.

Torino, Einaudi, 1975.

Alla prima edizione Einaudi, nella collana “Nuovi coralli”, sono succedute numerose edizioni fino alla più recente del 2016, per Adelphi, nella collana “Biblioteca Adelphi”.

 

Tonini, Valerio

Il taccuino incompiuto. Vita segreta di Ettore Majorana.

Roma, Armando, 1984

 

 

 

FILM, DOCUMENTARI, TRASMISSIONI IN TV

 


Il mistero di Majora.

Documentario di Camille Guichard.

Radiotelevisione della Svizzera Italiana, 2015

http://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/il-filo-della-storia/Il-mistero-di-Majorana-8663098.html

 

I ragazzi di via Panisperna.

Regia di Gianni Amelio

Urania Film, Raiuno Roma, Taurus film Munchen, 1988

Sceneggiaturahttp://www.apav.it/mat/tempolibero/cinemaematematica/matematiciscienziati/ragazzipanisperna/iragazzidiviapanisperna.pdf

 

La scomparsa di Ettore Majorana. Documentario di Fosco e Donatello Dubini per la Radiotelevisione della Svizzera Italiana, 2015.

 

Nessuno mi troverà.

Regia di Egidio Guerra. Dal libro: Majorana memorandum di Francesco Guerra, Nadia Robiotti, Roberto Finzi. Roma, Edizioni Istituto Luce Cinecittà, 2016. Libro + DVD

 

Un giorno di marzo.

Programma sulla scomparsa di Ettore Majorana di Bruno Russo per Rai 3 Sicilia. 1993

http://www.regionesicilia.rai.it/dl/sicilia/video/ContentItem-1f2b71eb-2798-4e22-9d30-9e8acbc3fe3d.html

 

 

 

GRAPHIC NOVEL

 

Rocchi, Silvia – Riccioni, Francesca

Il segreto di Majorana.

Milano, Rizzoli Lizard, 2015

 

 

PER APPROFONDIRE

 

 

Bassani, Giuseppe

Ettore Majorana: scientific papers.

In the occasion the centenary of his birth.

A cura di Giuseppe Bassani e altri.

Società Italiana di Fisica, Bologna e Springer Verlag Berlin, Heidelberg, New York, 2006

 

De Finetti, Bruno

L’invenzione della verità.

Milano, Cortina, 2006

 

De Gregorio, Alberto – Esposito, Salvatore

Enrico Fermi e Ettore Majorana. Continuità e rinnovamento nell’insegnamento della fisica teorica.

 

Esposito, Salvatore

The Physics of Ettore MajoranaTheoretical, Mathematical, and Phenomenological. *

Amazon Digital Services LLC, 2014

 

Ettore Majorana, appunti di fisica teorica

A cura di Salvatore Esposito e Erasmo Recami.

Bologna, Zanichelli, 2006

 

Ettore Majorna, de la légende à la science.

A cura di Charles Alunni.

Atti del convegno del maggio 2010 organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e dall’Istituto Veneto di Venezia sulla vita e il lavoro scientifico di Majorana.

In: Revue de synthèse, série 6, tome 134, n. 1 (2013). Montreuil, Springer, 2013

 

Ettore e Quirino Majorana: tra fisica teorica e sperimentale.

A cura di Giorgio Dragoni.

Pubblicazione in occasione delle iniziative previste per il triennio delle celebrazioni del Centenario della fondazione dell’Istituto di Fisica dell’Università di Bologna. Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 2008

 

Ettore Majorana tra scienza e letteratura: il caso Sciascia.

Atti del convegno internazionale di studi. Berlino, 21 gennaio 2006.

A cura di Manuela Naso, Gherardo Ugolini.

Edizione italiana, pubblicata da Peter Lang GmbH, Internationaler Verlag der Wissenschaften, 2006.

 

Fidomanzo, Vincenzo Ugo

Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze sociali di Ettore Majorana, ovvero una percezione del libro arbitrio.

Geneve, Librairie Droz, 2002

 

Guerra Francesco – Robotti Nadia

Ettore Majorana: Aspects of his Scientific and Academic Activity.

Pisa, Edizioni della Scuola Normale di Pisa, 2008

 

Licata, Ignazio

Majorana Centenary – Majorana Legacy in Contemporary Physics.

Roma, Di Renzo Editore, 2006

 

Recami, Erasmo

Ricordo di E. Majorana a sessant’anni dalla sua scomparsa: l’opera edita ed inedita.

In: Quaderni di Storia della Fisica (Giornale di Fisica), 5, 1999, pp. 19–68

Bologna, Società Fisica Italiana, 1999

 

Zichichi, Antonio

Ettore Majorana his genius long-lasting legacy. 1906-2006.

Bologna, Società Italiana di Fisica, 2007

PROGETTO ETTORE MAJORANA
CHI ERA ETTORE MAJORANA
 

La fine del grande scienziato che lavorò con Enrico Fermi e “i ragazzi di via Panisperna” alle prime ricerche sull’atomo torna di attualità. Misteriosamente scomparso nel 1938, secondo la Procura di Roma era vivo e vegeto in Venezuela dal 1955 al 1959. Ma chi era Majorana? E che cosa sappiamo della sua scomparsa?

Chi l’ha visto? Era questo il titolo di una rubrica della Domenica del Corriere sulle cui colonne, il 17 luglio 1938, apparve il seguente annuncio: 

“Ettore Majorana, ordinario di Fisica all’Università di Napoli, è misteriosamente scomparso. Di anni 31, metri 1,70, snello, capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso di una mano. Chi ne sapesse qualcosa è pregato di scrivere”. 

Le ultime notizie sul giovane scienziato erano datate 26 marzo, quando da un hotel di Palermo aveva annunciato a un suo collega l’intenzione di imbarcarsi sul primo traghetto per Napoli. Poi non se ne seppe più nulla, e sulle varie congetture che seguirono gravò costantemente l’incertezza dell’avverbio “forse”: forse Majorana si suicidò gettandosi in mare; forse fu assassinato; forse scese dalla nave (o non vi mise affatto piede) e si ritirò in un convento; forse rimase in Sicilia, sua terra d’origine; forse si rifugiò in Sud America… «O forse in Germania, dove condusse studi top secret sull’energia nucleare al soldo dei nazisti» aggiunge Federico Di Trocchio, docente di Storia della scienza all’Università La Sapienza di Roma e autore di varie pubblicazioni sul caso Majorana.

 

L’ultimo tassello di questa misteriosa vicenda è di questi giorni. Majorana fuggì segretamente in Sud America. Lo afferma la Procura di Roma che dal 2008 sta indagando sulla vivenda. La tesi dei giudici si basa sull’analisi di una foto scattata in Venezuela nel 1955, in cui appare un signore, conosciuto con il cognome Bini. L’uomo ritratto risulta compatibile con i tratti somatici del fisico catanese. Dove sta la verità? Per tentare di capirne di più proviamo a ricostrui­re lo svolgersi degli eventi cominciando dal primo elemento di ogni indagine: il profilo della vittima. O meglio, dello “scomparso”.

 

CHI ERA ETTORE MAJORANA. 

La biografia di Majorana è sintetizzata in una manciata di parole scritte da lui stesso nel 1932: “Sono nato a Catania il 5 agosto 1906 […] e nel 1929 mi sono laureato in Fisica teorica sotto la direzione di Enrico Fermi. Ho frequentato […] l’Istituto di Fisica attendendo a ricerche di varia indole”. Per la cronaca, l’istituto di cui si parla era in via Panisperna, a Roma, e si occupava di sperimentazione nucleare. Figlio di un ingegnere e nipote dell’insigne fisico Quirino Majorana, fin da bambino Ettore brillò per le sue doti di matematico, che nella capitale mise al sevizio di un ensemble di giovani fisici coordinati dal docente Enrico Fermi e passati alla storia come “i ragazzi di via Panisperna”. Tra loro, Ettore si distingueva per il carattere riservato e la genialità.


I giovani colleghi di Majorana che lavoravano con Enrico Fermi (a destra) all’Istituto di Fisica di via Panisperna a Roma. Da sinistra: D’Agostino, Segré, Amaldi e Rasetti.

La sua abilità nel calcolo era ammirata da tutti, ma ogni volta che i suoi studi sfioravano l’impresa scientifica, si rifiutava di pubblicarli e in alcuni casi arrivò persino a stracciare gli appunti di lavoro. “Aveva l’aria di chi in una serata tra amici si improvvisa giocoliere, prestigiatore, ma se ne ritrae appena scoppia l’applauso. […] Non uno di coloro che lo conobbero lo ricorda altrimenti che strano. E lo era veramente” scriverà il romanziere siciliano Leonardo Sciascia ne La scomparsa di Majorana (1975).

All’inizio del 1933 lo “strano” Ettore partì per un viaggio di studi nella Germania nazista, a Lipsia, dove lavorò con entusiasmo con il grande fisico teorico Werner Heisenberg. Ma quando, ai primi di agosto, tornò a Roma mostrò ulteriori sintomi di stramberia. “Per quattro anni raramente esce di casa e ancor più raramente si fa vedere all’istituto” riassume Sciascia. La sentenza dei medici fu esplicita: “Esaurimento nervoso”. In tale contesto, nel 1937 gli venne assegnata per “chiara fama” una cattedra all’Università di Napoli.

SUICIDA… «Giunto nella città partenopea, Ettore strinse subito amicizia con il collega Antonio Carrelli, ma in generale condusse anche qui una vita appartata» riferisce Di Trocchio. Poi, il 25 marzo 1938, si imbarcò per Palermo in cerca di riposo nella sua Sicilia e, prima di partire, scrisse al Carrelli una missiva che recitava: “Ho preso una decisione […] mi rendo conto delle noie che la mia improvvisa scomparsa potrà procurare […] ti prego di perdonarmi”. Indirizzò quindi un messaggio dello stesso tenore ai suoi famigliari: “Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero […] perdonatemi”. Le intenzioni suicide parevano però essere svanite quando – giunto a Palermo – inviò un telegramma al solito Carrelli in cui diceva di non preoccuparsi per la lettera precedente.

Il giorno dopo scrisse la sua ultima missiva: “Caro Carrelli, spero che ti siano arrivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento”. Questi documenti, che saranno rinvenuti e pubblicati nel 1972 da Erasmo Recami, fisico e biografo di Majorana, furono gli ultimi “segnali” inviati dallo scienziato. Che all’improvviso svanì.


 

Un ritratto di Ettore Majorana. Secondo lo scrittore Sciascia, chi lo conobbe “lo ricorda non altrimenti che strano”. | MONDADORI PORTFOLIO

Le ricerche, patrocinate nientemeno che da Mussolini, fecero i conti con la scarsità di elementi in mano agli inquirenti, tra cui spiccava un biglietto navale intestato a Majorana in cui era stranamente registrato, oltre al suo imbarco sul traghetto di ritorno, anche lo sbarco. Non fece chiarezza la testimonianza di un altro passeggero, Vittorio Strazzeri, che forse aveva visto Majorana sul ponte della nave all’alba del 27 marzo. «La tesi del suicidio in mare iniziò così a complicarsi, ma la cosa più strana era che, prima di sparire, Majorana aveva prelevato una grande somma di denaro (cinque stipendi arretrati) e fatto sparire il passaporto» osserva Di Trocchio. Le ricognizioni in mare non diedero alcun esito, e iniziò a farsi strada l’ipotesi di un Majorana “in fuga” dalla società. Vivo, ma nascosto chissà dove. E chissà perché.

…O FUGGIASCO? Nel 1934 i ragazzi di via Panisperna avevano “bombardato” alcuni nuclei di uranio con dei neutroni, convincendosi alla fine dell’esperimento di aver creato nuovi elementi chimici. In realtà avevano praticato per la prima volta la “fissione nucleare” (primo passo verso la bomba atomica) e, secondo alcuni, il giovane talento, intuendone le possibili ricadute militari, si sentì talmente turbato da voler sparire dalla circolazione. «Così come non è da escludere che sia uscito di scena per la sua asocialità; alcuni hanno persino ipotizzato che sia stato ucciso con il placet dei servizi segreti Usa per impedirgli di svolgere ricerche per conto del fascismo o del nazismo» aggiunge Di Trocchio.

Nel caso fosse invece fuggito per cambiare vita, dove si sarebbe nascosto? Una prima ipotesi voleva il fisico al chiuso in un monastero, e ad alimentare la pista fu la risposta di un gesuita partenopeo alla rubrica della Domenica del Corriere. Questi rivelò di aver ricevuto da Majorana, tra fine marzo e inizio aprile, una richiesta di ospitalità. A seguire arrivarono segnalazioni di una sua presenza in conventi campani, fino a che subentrò una nuova ipotesi. Questa, in voga negli anni Settanta, faceva riferimento a un Majorana vagabondo in Sicilia, nei pressi di Mazara del Vallo (Trapani). Qui viveva un clochard, tale Tommaso Lipari, di cui si diceva avesse gran talento nei calcoli matematici nonché una cicatrice sulla mano destra (come lo scomparso) e un bastone da passeggio con incisa la data di nascita dello scienziato etneo. Tale romanzesca ipotesi fu però smontata negli Anni ’80 da Paolo Borsellino (allora procuratore di Marsala) attraverso una perizia calligrafica con cui si appurò che il Lipari era in realtà un ex galeotto.

IMMIGRATO. «Una terza ipotesi sostenne che il fisico fosse riparato in Argentina, e ad attestarlo erano le segnalazioni di un suo passaggio a Buenos Aires tra gli Anni ’60 e ’70» racconta Di Trocchio. Al riguardo, l’8 ottobre 1978 il periodico Oggi pubblicò un articolo in cui chiamava in causa il professor Carlos Rivera, fisico cileno che giurava di aver conosciuto, proprio a Buenos Aires, vari amici di Majorana. Nel 1974, a Taormina, la signora Blanca de Mora, moglie di uno scrittore guatemalteco, aveva stupito i suoi conoscenti italiani confidando disinvolta: “Ettore Majorana? A Buenos Aires lo conoscevamo in tanti”. L’ipotesi è suffragata anche da Recami, che sulla vicenda ha scritto il libro Il caso Majorana. Epistolario, documenti, testimonianze (Di Renzo): «Io stesso trovai numerose conferme alle frasi di Rivera e di Blanca de Mora, e da altre ricerche emerse l’ipotesi che negli Anni ’50 Majorana potesse essere a Santa Fe oppure a Rosario, comunque non lontano da Buenos Aires».

SCATTO RIVELATORE? «La pista argentina guadagna ulteriore credibilità se messa in relazione con una quarta ipotesi» prosegue Di Trocchio «secondo la quale Majorana andò in Germania (consenziente o obbligato) per servire il Terzo Reich, emigrando a Buenos Aires dopo il crollo nazista». Tale ricostruzione è emersa dallo studio di una foto del 1950 (v. qui sopra) in cui è ritratto il criminale nazista Adolf Eichmann (organizzatore del trasporto degli ebrei nei campi di concentramento) sul ponte di un battello diretto in Argentina. La cosa interessante è che al suo fianco c’è un passeggero che assomiglia proprio a Majorana. Per risolvere il mistero Giorgio Dragoni, docente di Storia della fisica all’Università di Bologna, ha di recente commissionato un’analisi della foto al computer. «Le elaborazioni, ottenute confrontando l’immagine con un ritratto dello scienziato, rivelano un’evidente corrispondenza tra le proporzioni del viso e del corpo: dalla forma della bocca alla statura, dai capelli alla fronte, anche se purtroppo non è possibile comparare gli occhi, poiché l’uomo sulla nave indossa occhiali scuri» sostiene Di Trocchio. «Vi è un altro elemento da sottolineare: il battello su cui venne scattata la foto (l’Anna C.) fu notoriamente usato per il trasporto di ex nazisti e altri personaggi ambigui in Sud America. Inoltre non sono mancati rumors su un piano dell’intelligence italiana – che nel ’37 rapì e condusse in Germania un altro scienziato, l’ingegnere Gaetano Fuardo – al fine di inviare Majorana in terra tedesca inscenando un finto suicidio. I dubbi però restano, anche perché non si hanno altre prove di una sua permanenza in Germania». Chi invece tende a escludere che l’uomo della foto fosse proprio Majorana è Recami: «Nonostante le dicerie, non risulta che il giovane fisico avesse simpatie per il nazismo».

LA SOLUZIONE DELLA PROCURA DI ROMA. Resta il fatto che dopo l’intervista fatta dal programma di Rai Tre Chi l’ha visto? a un immigrato italiano in Sudamerica, Francesco Fasani, che sostiene di aver conosciuto un cinquantenne di nome Bini somigliante a Majorana, nel 2008 la Procura di Roma ha riaperto il caso. Dopo 7 anni di indagini il caso è stato chiuso: Majorana non si suicidò, ma fuggì in Venezuela dove visse almeno fino al 1959. Nel corso delle audizioni, si legge nel provvedimento di archiviazione, Fasani «ebbe a descrivere Bini-Maiorana come un uomo di mezza età, con cui non entrò mai in intimità stante una esasperata riservatezza».

A sinistra Ettore Majorana, il fisico catanese nato nel 1906 e sparito nel nulla la sera del 27 marzo del 1938. A destra la sua presunta immagine nel 1955
 

Sono due i punti chiave della tesi dei giudici. Il primo è una foto scattata il 12 giugno 1955 a Valencia, in Venezuela, che è stata esaminata dai Ris dei Carabinieri per la comparazione dei dati fisiognomici di Bini-Maiorana con quelli appartenenti al suo nucleo familiare e, in particolare, con l’immagine del padre dello scienziato, Fabio Maiorana, quando aveva la stessa età del figlio (cioè 50 anni). Secondo il giudice, «i risultati ottenuti dalla comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità delle immagini di Fabio Majorana e di Bini-Majorana, addirittura nei singoli particolari anatomici quali la fronte, il naso, gli zigomi, il mento e le orecchie, queste ultime anche nella inclinazione rispetto al cranio».

Il secondo dettaglio decisivo ai fini delle indagini è una cartolina, risalente al 1920, ritrovata nell’auto di Bini/Majorana. Si tratta di una missiva che Quirino Majorana, zio di Ettore ed altro fisico di fama mondiale, scrisse al fisico americano W. G. Conklin sull’andamento delle esperienze di laboratorio volte alla individuazione della natura della forza di gravità. Un fatto, per i giudici, che conferma la «vera identità di costui come Ettore Majorana, stante il rapporto di parentela con Quirino, la medesima attività di docenti di fisica e il frequente rapporto epistolare già intrattenuto tra gli stessi, avente spesso contenuto scientifico».

COME MATTIA PASCAL? Quanto invece ai motivi della eventuale fuga (sensi di colpa a parte), molti hanno messo in risalto la passione del fisico per Pirandello, in particolare per il romanzo Il fu Mattia Pascal. In tale opera il protagonista si crea una nuova identità dopo esser stato creduto morto, salvo alla fine inscenare il suicidio del proprio “doppio” per tornare se stesso. Ebbene, secondo alcuni Majorana avrebbe deciso di emulare il suo eroe, modificando il finale della storia. In proposito, è attribuita a Fermi una riflessione: “Una volta che avesse deciso di scomparire o di far scomparire il suo cadavere, Majorana ci sarebbe di certo riuscito”. In ogni caso, assassinato, fuggiasco o suicida che fosse, quel geniale e taciturno ragazzo siciliano rimase coerente fino all’ultimo, sparendo in assoluto silenzio.

[Tratto e aggiornato da un articolo di Focus Storia Biografie a cura di Matteo Liberti]

LO SPETTACOLO
 

Il progetto per un’opera contemporanea è basato sul lavoro, la vita e la (presunta) morte del fisico italiano Ettore Majorana, scomparso nel 1938 all’età di 31 anni, su un traghetto fra Palermo e Napoli. La memoria del genio Majorana non si è mai attenuata nel tempo. Al
contrario, l’interesse per la sua figura e per la sua misteriosa scomparsa ha superato l’ambito ristretto della comunità scientifica e degli uffici di polizia per dilagare sui media, nella letteratura, nel cinema. Nel 1975, Leonardo Sciascia gli dedicò un libro nel quale ricostruiva la vicenda della sua sparizione e avanzava l’ipotesi che Ettore avesse deciso di abbandonare gli studi e di nascondersi in un convento, avendo intuito i rischi connessi allo sviluppo della fisica nucleare (vedi la costruzione della bomba atomica). È una delle tante teorie e ricostruzioni romanzate dell’affaire Majorana, che suscitò, tanto quanto le altre, la reazione piuttosto risentita della famiglia, che chiedeva riserbo sulla scomparsa di quel suo geniale rampollo e il rigoroso rispetto dei fatti.

Tuttavia, quel genio, ormai, appartiene non solo alla storia, ma anche al mito, non meno di Archimede o di Galileo. Majorana è un simbolo, oltre che un personaggio storico. Ed il nostro intento è di emozionare e aiutare a riflettere, senza pretendere di proporre alcuna verità storica o teoria. Vogliamo raccontare la sua storia diluita all’interno di tutte o quasi le infinite e possibili variabili sulla sua ‘fine’. E lo faremo, lasciandoci ispirare dalle teorie di Ettore sulla fisica teorica e meccanica quantistica, svolgendo la sua storia in un racconto avvincente, quasi noir o poliziesco. E lo faremo in uno ‘spazio musicale’, perché la musica segue leggi matematiche e fisiche. Nel tentativo di scrivere una nuova opera lirica e rompere gli schemi, smentire gli stereotipi che oggi separano il largo pubblico da questo genere artistico, così come dalla fisica teorica che, a causa della sua complessità, risulta ai più tutt’altro che popolare.

L’OPERA
L’opera è strutturata in maniera inusuale, la narrazione e il tempo girano intorno. Partendo dal momento dell’imbarco sul Tirrenia, tutto ricomincia sempre dallo stesso istante e l’azione sembra ripetersi, ma ogni volta il racconto prende strade differenti. La musica costruisce questa ripetizione: un’orchestrina e una cantante sul pontile della nave ad intrattenere i passeggeri diventano il punto di ritorno ed il perno da cui la musica inizia ogni volta la sua deriva verso sonorità sempre diverse e apparentemente lontane tra di loro. Il coro, l’orchestra e i suoni elettronici, costruiscono volta per volta il mondo sonoro di ogni episodio e ne raccontano le atmosfere, ora drammatiche e irreali o sospese e mistiche, sino a ripercorre, in un caleidoscopio di schegge sonore, il caos razionale degli studi matematici e delle equazioni di Majorana. La musica si sviluppa costruendo un mosaico via via sempre più complesso, che si frantumerà per svelarci una solitaria nenia siciliana riportandoci in una assolata Sicilia dei primi del ‘900.

Personaggi

Ettore Majorana baritono
Il barbone tenore
La cantante lirica, indi una madre mezzosoprano
Dio basso
La Fisica soprano
L’anti-Majorana baritono

 

CONCORSO FONDAZIONE ALESSANDRO VOLTA
 

Con scadenza MAGGIO 2017 La Fondazione Alessandro Volta, importantissimo centro per la divulgazione e il supporto di attività scientifiche, promuove il concorso “Riscopri Alessandro Volt@” – VI edizione Racconta la Fisica in 10 minuti: “Piccolo, piccolo, ma quanto?” indirizzato agli studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado. L’edizione 2017 del concorso è inserita nell’ambito delle iniziative collaterali legate all’opera “Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse”. Ciascun vincitore riceverà un biglietto omaggio per assistere allo spettacolo del 30 settembre che andrà in scena presso il Teatro Sociale di Como.

Tutte le info sul sito della Fondazione

ETTORE MAJORANA NEL CINEMA
 

pagina in via di aggiornamento

ROOM ESCAPE
 

Teatro Sociale di Como

16 e 17 settembre – ore 10.00-11.30-14.30-16.00-17.30

dal 21 al 24 settembre  – ore 20.30 e 22.00

ROOM ESCAPE
“CRYPTOLOCKED MAJORANA”

Inseguiti da strane ombre, vi siete rifugiati in questa stanza. Qualcosa di strano sta succedendo in questa città. Chiudete la porta alle spalle, sigillandola quanto più possibile. Siete al sicuro, o in trappola? Guardandovi attorno notate uno strano macchinario e alcuni messaggi criptici…
Cryptolocked, la Room Escape presentata a Lucca Comics & Games, ora con la partecipazione straordinaria di fisici scomparsi!

È questo l’ultimo divertimento che ha preso piede a Los Angeles e che si sta espandendo dalle città degli Stati Uniti all’Europa. Le ROOM ESCAPE dal vivo sono un tipo di gioco in cui le persone vengono chiuse in una stanza con altri partecipanti e devono usare gli oggetti trovati nella stanza stessa per risolvere una serie di giochi di logica e osservazione, trovare indizi, scoprire i retroscena della trama e scappare. Il tutto in massimo 60 minuti! Questo tipo di gioco nasce da un genere di videogiochi in cui il giocatore è chiuso in una stanza e deve esplorare il contesto per trovare la via di fuga. I giocatori devono utilizzare le loro capacità logiche per riuscire a scappare. Esistono anche giochi da tavolo e film che fanno riferimento a questo genere.

Sarà possibile partecipare alla Room Escape al Teatro Sociale di Como nel weekend del 16 e 17 settembre (ore 10.00-11.30-14.30-16.00-17.30) e dal 21 al 24 settembre  (ore 20.30 e 22.00). Potranno entrare da 2 a 6 persone per un costo totale di 60€. Prenotazione obbligatoria presso la biglietteria del Teatro a partire dal 5 settembre.

L'ALCHIMIA DELLE SETTE NOTE
 

Incontri L’ALCHIMIA DELLE SETTE NOTE

in collaborazione con Università degli Studi dell’Insubria e Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali

 

 Chiostro di S. Abbondio, Università degli Studi dell’Insubria

mercoledì, 17 maggio 2017 – ore 17.00

 

NON LINEARITÀ E MUSICA

con Alessandra Andreoni, docente di Fisica, Università degli Studi dell’Insubria

Si discuterà il ruolo che la composizione in armonici dei suoni ha nel determinarne il timbro con cui gli strumenti musicali emettono le note e giustificheremo su questa base i fondamenti dell’armonia musicale. Esamineremo come l’orecchio umano percepisca i suoni, scoprendo che il nostro sistema uditivo è lontano dall’essere un apparecchio ideale, essendo incapace di agire come un ottimo amplificatore a risposta lineare su ampia banda di frequenze. In particolare vedremo che il contributo quadratico della risposta aurale aggiunge, ad ogni frequenza f del suono incidente, un’onda a frequenza 2f. Inoltre, se l’orecchio riceve simultaneamente onde di due frequenze f1ed f2, la risposta quadratica aggiunge, oltre a 2f1e 2f2, anche le frequenze f1+f2 ed f1-f2. Esempi specifici mostreranno come attraverso questi meccanismi il nostro orecchio modifichi, talvolta notevolmente, la percezione di note emesse da diversi strumenti.

Alessandra Andreoni si è laureata in Fisica all’Università degli Studi di Milano nel 1973 costruendo il primo laser accordabile funzionante in Italia. Simultaneamente prendeva il diploma di pianoforte principale. Si è occupata di diverse applicazioni dei laser, da quelle prettamente fisiche a quelle bio-mediche, nelle varie sedi in cui ha operato: Milano, Göttingen e poi, da professore ordinario di fisica, Napoli 1986-1990 e Como fino al 2011. In particolare, all’Università degli Studi dell’Insubria, si è dedicata alle interazioni lineari e non di onde meccaniche ed elettromagnetiche/ottiche sia con l’insegnamento e che la ricerca, pubblicando buona parte dei suoi oltre 200 articoli su riviste internazionali. La presente conferenza deriva da quella che ha tenuto, su richiesta di ex‑allievi e colleghi, al commiato dall’Università.

 

L’INFORMATICA E LE NUOVE FRONTIERE DELL’ESPERIENZA MUSICALE

con Luca Ludovico, docente di Ingegneria Informatica, Università degli Studi di Milano

 

Il digitale si è ampiamente affermato nella produzione e nella fruizione di contenuti musicali. Esistono però aspetti di interazione evoluta tra utente e multimedialità ancora poco esplorati, favoriti dall’adozione di approcci, tecniche e tecnologie propri dell’informatica. Tra questi, vale la pena citare il paradigma di rappresentazione multi-livello dell’informazione musicale, che consiste nell’integrare e sincronizzare diverse forme di contenuto per uno stesso brano: notazione musicale, audio, video, materiale iconografico, ecc. L’obiettivo dell’intervento è illustrare – attraverso semplici spiegazioni ed esempi concreti – come le nuove frontiere dell’informatica possano rivoluzionare l’ascolto della musica, l’interazione con i contenuti musicali e il rilascio di prodotti innovativi. Le esperienze che verranno mostrate sono agevolmente riproducibili sui dispositivi personali, trattandosi di applicativi liberamente disponibili e accessibili via Web.

 

Laureatosi in Ingegneria informatica al Politecnico di Milano, nel 2006 consegue il Dottorato di Ricerca in Informatica presso l’Università degli Studi di Milano, dove diventa ricercatore e ricopre il ruolo di professore aggregato. Svolge attività di ricerca presso il Laboratorio di Informatica Musicale del Dipartimento di Informatica come esperto di musica, multimedialità e nuove tecnologie. Dal 2003 partecipa a progetti di digitalizzazione e valorizzazione di importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui Archivio Storico Ricordi, Bach-Archiv Leipzig, Studio di Fonologia RAI, Teatro alla Scala di Milano, e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È membro dell’IEEE Technical Committee on Computer Generated Music, dando il proprio contributo alla standardizzazione dell’IEEE 1599, un formato XML per la rappresentazione multi-livello e sincronizzata della musica. Per i propri contributi riceve nel 2008 un riconoscimento ufficiale da parte dell’IEEE Computer Society. Dal 2007 è membro del Centro Interdipartimentale di Ricerca per i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Milano. È autore di circa 100 pubblicazioni scientifiche, incentrate sulla codifica multi-livello dell’informazione musicale, sulla descrizione formale della musica, sulla formazione musicale supportata dalle tecnologie e sulla rivivificazione dei beni culturali immateriali.

 

 

Villa Olmo

venerdì, 16 giugno 2017 – ore 17.00

nell’ambito di  Parolario

 

LE NUOVE TECNOLOGIE: ETICA, SOCIETÀ E POTERE

con Paolo Bellini, docente di Filosofia Politica, Università degli Studi dell’Insubria

 

L’intervento illustrerà come la speculazione etica connessa con le dinamiche tipiche del potere politico sia indissociabile dalla più generale riflessione sul significato della tecnologia. I temi di natura etico-politica, infatti, sono profondamente connessi con il destino della civiltà globalizzata la cui potenza tecnologica si colloca al bivio tra il desiderio di abbattere ogni limite e l’angoscia di un’incipiente apocalisse determinata dalla sua stessa potenza performativa.

Laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Pavia, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in filosofia politica presso l’Università degli Studi di Pisa. È professore associato di filosofia politica presso l’Università degli Studi dell’Insubria, dove tiene i corsi di Linguaggi politici e Filosofia politica. La sua ricerca è incentrata sullo studio della dimensione simbolica e politico-sociale della civiltà contemporanea e sulla filosofia delle scienze sociali. Fa parte del comitato scientifico di varie riviste (Il Caffè dei filosofi, Mimesis; Cahiers echinox journal; Ikebana, AlboVersorio; Ingegni, Artetetra edizioni). È vice direttore del Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali dell’Università degli Studi dell’Insubria.

 

LA SINFONIA DELL’INFINITAMENTE PICCOLO

con Michela Prest, docente di Fisica, Università degli Studi dell’Insubria

La musica suscita emozioni, parla al cuore, racconta storie. La parola fisica invece fa pensare a tecnologia, laboratori, numeri, formule più o meno incomprensibili. E se invece provassimo a immaginare la fisica come la scrittura di una sinfonia? La nostra orchestra è la natura, le nostre “cuffie” per ascoltare le note sono i rivelatori di particelle, i nostri direttori d’orchestra i grandi acceleratori e l’universo intero. Le romanze che proviamo ad ascoltare raccontano il nostro passato, descrivono il presente in cui viviamo e ci fanno immaginare il nostro futuro. Ci parlano della nascita dell’universo, ci insegnano a curare l’uomo, parlano al nostro cuore svelandoci i segreti di un dipinto. Un percorso intenso ed emozionante attraverso le note della natura che diventano il pentagramma della fisica.

Fisico sperimentale delle particelle, laureata all’Università di Trieste nell’ambito di DELPHI, uno dei quattro esperimenti di LEP (CERN); ha conseguito il dottorato in fisica presso la stessa università sviluppando un rivelatore innovativo per mammografia digitale con luce di sincrotrone. È professore associato presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria e Delegato del Rettore per le attività di Orientamento. È stata responsabile dello strumento principale del satellite AGILE, piccola missione dell’Agenzia Spaziale Italiana, lanciato il 23 aprile 2007 dall’India e vincitore nel 2012 del Bruno Rossi Prize assegnato dall’American Astronomical Society. È co-autrice di più di 250 pubblicazioni su riviste internazionali in campi che vanno dai rivelatori per la fisica delle particelle a quelli per la fisica medica e per la fisica dello spazio. È appassionata di divulgazione scientifica e organizza laboratori scientifici e corsi di formazione per  docenti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

 

 Teatro Sociale di Como,

lunedì, 18 settembre 2017  – ore 17.00

 

IL VIOLINO DI SHERLOCK HOLMES

con Laura Rampazzi, docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali, Università degli Studi dell’Insubria

Le indagini chimiche possono svelare il segreto del suono unico di uno Stradivari o suggerire come meglio conservare un organo storico? Gli strumenti musicali sono oggetti che il chimico analitico dei beni culturali può studiare dal punto di vista materico, per poterli conoscere, conservare e restaurare. Con un approccio molto simile ad un processo investigativo, si può “interrogare” un violino, per scoprire la ricetta e la tecnica di applicazione della vernice che rende unici e speciali gli strumenti di Stradivari. Oppure si può capire perché le canne degli organi del Nord Europa siano fabbricate con leghe metalliche differenti da quelle degli organi dell’Europa meridionale. Cosa provoca la “peste” degli organi e come si può intervenire in fase di restauro? Un viaggio nell’alchimia della musica, alla scoperta del contributo della chimica alla valorizzazione degli strumenti musicali antichi.

Ha conseguito la laurea in chimica industriale ed il dottorato in chimica all’Università degli Studi di Milano, nell’ambito delle indagini analitiche sui fenomeni di degrado di manufatti lapidei. Ricercatrice e docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria, dirige il Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali, che organizza e promuove varie iniziative di studio multidisciplinare del patrimonio artistico materiale ed immateriale. Autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali del settore, è specializzata nella caratterizzazione, anche con tecniche non invasive, di materiali lapidei (malte, stucchi), reperti archeologici e pitture (pitture murali, dipinti), nell’ambito di campagne di indagini conoscitive e di diagnostica, quali le recenti analisi di stucchi barocchi nelle valli tra i laghi di Como e Lugano, delle pitture leonardesche della Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano, degli affreschi del Camposanto di Pisa e dei dipinti di Francesco Hayez. Ha coordinato varie iniziative di valorizzazione culturale, tra le quali due progetti Interreg Italia-Svizzera, focalizzati sulle opere in stucco degli Artisti dei Laghi, ed un progetto di indagini sulla tecnica pittorica di Francesco Hayez, finanziato da Regione Lombardia.

 

QUANDO A CANTAR CON ORGANI SI STEA (Dante)

con Walter Chinaglia, costruttore di organi

Come può declinarsi l’approccio scientifico di un fisico nella ricostruzione ed interpretazione degli antichi organi a canne scomparsi? L’intervento racconterà come sia possibile ricostruire strumenti musicali non più esistenti con una ricerca documentaria e talvolta il supporto della loro raffigurazione in opere pittoriche. Verrà illustrato, in particolare, il processo di ricostruzione di un organo portativo medievale, che verrà mostrato al pubblico e suonato al termine della conferenza.

Walter Chinaglia, classe ’71, si laurea in Fisica presso l’Università dell’Insubria dove si è occupato per i successivi cinque anni di Ottica non-lineare. Nel 2001 apre il laboratorio ORGANA, dedicandosi a studiare, progettare, costruire organi a canne e clavicembali. Come esperto di organi medievali ha tenuto conferenze su invito in vari paesi Europei, presentando prime ricostruzioni di organi da lui realizzate (Leonardo Da Vinci, organo gotico H. van der Goes, l’organo romanico sec XIII ed altri). Per il 2017 (450esimo della nascita di Claudio Monteverdi), ha ideato e realizzato il progetto “Duoi organi per Monteverdi”. Tiene regolarmente corsi di accordatura storica sia privatamente sia per il Conservatorio di Como.

 

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