Il Barbiere di Siviglia ossia Un vulcano è la mia mente

ore 16.00 e 20.30

Opera buffa. Musica di Gioachino Rossini. Libretto di Cesare Sterbini.

Regia Danilo Rubeca

Direttore Michele Spotti

Scene Emanuele Sinisi

Costumi Anna Cavaliere

Light designer Fiammetta Baldiserri

Collaborazione alla drammaturgia Roberto Covatta

Cantanti AsLiCo| Elaborazione cori ragazzi Giuseppe Califano 

Orchestra 1813

Opera domani – XXI edizione

Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici

Dopo drammi storici e tragedie di eroi, eroine e cavalieri, Opera domani finalmente si cimenta nell’opera buffa, nel segno della comicità teatrale più pura, della commedia degli equivoci e degli scambi, del travestimento.

Figaro qua, Figaro là…non è mai nella sua bottega. Eppure chi di noi non vorrebbe curiosare nella sua bottega? Scoprire i trucchi, i mille oggetti che nasconde? Carpirne i segreti? La vera bottega di Figaro è la strada, la realtà che lo circonda. Le persone, gli oggetti e le situazioni in cui si imbatte stimolano la sua fantasia. Ed egli manipola tutto con arguzia e sapienza, con la mente sottile (un vulcano!) e lo spirito pronto. Così il coro dei ragazzi accompagnerà le furbesche avventure di Figaro e le scaramucce sentimentali di Rosina, Bartolo ed Almaviva, per poi sciogliersi nel canto finale dell’amore (che) è fede eterna.

NOTE DI REGIA

La prima volta che incontriamo Figaro nell’opera di Rossini lo vediamo dirigersi di corsa verso la sua bottega. È l’alba e il nuovo giorno sta per iniziare, come sempre ricco di mille avventure. Chi di noi non vorrebbe curiosare nella bottega di Figaro? Scoprire i trucchi, i mille oggetti che nasconde? Carpirne i segreti? Nessun problema: Figaro ci dice esattamente dov’è: nella sua mente. Perché la vera bottega di Figaro è la strada, la realtà che lo circonda. Le persone, gli oggetti e le situazioni in cui si imbatte sollecitano la sua fantasia.
Ed egli manipola tutto con arguzia, sapientemente. Ha una mente sottile e uno spirito pronto. Ha imparato a fare mille mestieri e questo gli ha dato la possibilità di formarsi quella cultura che occorre per districarsi in ogni situazione, quasi conoscesse a memoria l’intero contenuto della Diderot-D’Alambert, l’Enciclopedia di arti e mestieri che più di ogni altra cosa rappresentò lo spirito autentico dei Lumi che porteranno alla Rivoluzione francese e alla dissoluzione dell’Antico Regime. Figaro rappresenta il nuovo. Un nuovo che si impone non per diritto divino o per privilegi acquisiti, ma per una naturale attitudine a portare tutto a suo favore. Organizza, dirige e tutto avviene nella sua mente. Ma come rappresentare tutto questo?
Perché quello che mi sembra più interessante non è il luogo fisico, realistico in cui si muovono i diversi personaggi de Il barbiere di Siviglia, quanto piuttosto il luogo mentale, meta-teatrale in cui tutto questo si realizza e trova senso: la mente del protagonista. Sulla scena vedremo la bottega ideale di Figaro: la sua mente, la realtà che lo circonda. Una realtà ricca di oggetti il cui senso verrà svelato via via dal protagonista, secondo l’uso che vorrà farne.
Che si tratti di orologi, strumenti da barbiere, guardaroba, libri, rotoli di pergamene, strumenti musicali, la maquette di un teatro, un busto di Rossini, scale, nature morte, sfere di cristallo, piante, le tavole dell’Encyclopédie, quello che importa è che a dare loro un significato, a farle vivere per noi sarà solamente la fervida immaginazione del protagonista.
Danilo Rubeca

 

18 febbraio, ore 14.30

OPERA DOMANI LAB

www.operadomani.org 

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