L’alchimia delle sette note – Incontro

Un progetto ambizioso e innovativo porterà sulla scena, con debutto mondiale il prossimo settembre 2017, l’opera lirica ETTORE MAJORANA. Cronaca di infinite scomparse. Uno spettacolo interamente creato, dalla stesura del libretto, alla composizione musicale, alla regia, da professionisti under 35 e prodotto, per l’apertura della stagione 2017/2018, da OperaLombardia, il brand che raggruppa in un unico grande cartellone d’opera i 5 teatri di tradizione della Lombardia (Fondazione Donizetti di Bergamo, Teatro Grande di Brescia, Teatro Sociale di Como, Teatro Ponchielli di Cremona e Teatro Fraschini di Pavia).

Un progetto così affascinante, che tocca aspetti nevralgici della nostra contemporaneità, non poteva che spalancare le porte all’ ampio studio sull’argomento Musica e Scienza. Interessanti approfondimenti ed una costante collaborazione con il mondo della Scienza, della Filosofia e della Scuola faranno da corollario in attesa del grande debutto, ma non solo. Tutta l’intera STAGIONE NOTTE 2017/2018 sarà dedicata alla scienza, a partire dal titolo: L’INFINITA EQUAZIONE.

A partire da maggio, il Teatro Sociale di Como ha organizzato una serie di eventi collaterali ad ingresso libero per avvicinare il pubblico a questi argomenti, nonché per prepararlo a quest’opera inedita. Come sempre, il Teatro ha scelto di collaborare con le istituzioni e le associazioni cittadine, toccando vari aspetti dell’argomento e ponendo attenzione alle diverse fasce d’età. 

In collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, è in programma un ciclo di conferenze gratuite intitolato “L’ALCHIMIA DELLE SETTE NOTE”.

Teatro Sociale di Como,

lunedì, 18 settembre 2017  – ore 17.00

IL VIOLINO DI SHERLOCK HOLMES

con Laura Rampazzi, docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali, Università degli Studi dell’Insubria

Le indagini chimiche possono svelare il segreto del suono unico di uno Stradivari o suggerire come meglio conservare un organo storico? Gli strumenti musicali sono oggetti che il chimico analitico dei beni culturali può studiare dal punto di vista materico, per poterli conoscere, conservare e restaurare. Con un approccio molto simile ad un processo investigativo, si può “interrogare” un violino, per scoprire la ricetta e la tecnica di applicazione della vernice che rende unici e speciali gli strumenti di Stradivari. Oppure si può capire perché le canne degli organi del Nord Europa siano fabbricate con leghe metalliche differenti da quelle degli organi dell’Europa meridionale. Cosa provoca la “peste” degli organi e come si può intervenire in fase di restauro? Un viaggio nell’alchimia della musica, alla scoperta del contributo della chimica alla valorizzazione degli strumenti musicali antichi.

Ha conseguito la laurea in chimica industriale ed il dottorato in chimica all’Università degli Studi di Milano, nell’ambito delle indagini analitiche sui fenomeni di degrado di manufatti lapidei. Ricercatrice e docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria, dirige il Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali, che organizza e promuove varie iniziative di studio multidisciplinare del patrimonio artistico materiale ed immateriale. Autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali del settore, è specializzata nella caratterizzazione, anche con tecniche non invasive, di materiali lapidei (malte, stucchi), reperti archeologici e pitture (pitture murali, dipinti), nell’ambito di campagne di indagini conoscitive e di diagnostica, quali le recenti analisi di stucchi barocchi nelle valli tra i laghi di Como e Lugano, delle pitture leonardesche della Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano, degli affreschi del Camposanto di Pisa e dei dipinti di Francesco Hayez. Ha coordinato varie iniziative di valorizzazione culturale, tra le quali due progetti Interreg Italia-Svizzera, focalizzati sulle opere in stucco degli Artisti dei Laghi, ed un progetto di indagini sulla tecnica pittorica di Francesco Hayez, finanziato da Regione Lombardia.

 

QUANDO A CANTAR CON ORGANI SI STEA (Dante)

con Walter Chinaglia, costruttore di organi

Come può declinarsi l’approccio scientifico di un fisico nella ricostruzione ed interpretazione degli antichi organi a canne scomparsi? L’intervento racconterà come sia possibile ricostruire strumenti musicali non più esistenti con una ricerca documentaria e talvolta il supporto della loro raffigurazione in opere pittoriche. Verrà illustrato, in particolare, il processo di ricostruzione di un organo portativo medievale, che verrà mostrato al pubblico e suonato al termine della conferenza.

Walter Chinaglia, classe ’71, si laurea in Fisica presso l’Università dell’Insubria dove si è occupato per i successivi cinque anni di Ottica non-lineare. Nel 2001 apre il laboratorio ORGANA, dedicandosi a studiare, progettare, costruire organi a canne e clavicembali. Come esperto di organi medievali ha tenuto conferenze su invito in vari paesi Europei, presentando prime ricostruzioni di organi da lui realizzate (Leonardo Da Vinci, organo gotico H. van der Goes, l’organo romanico sec XIII ed altri). Per il 2017 (450esimo della nascita di Claudio Monteverdi), ha ideato e realizzato il progetto “Duoi organi per Monteverdi”. Tiene regolarmente corsi di accordatura storica sia privatamente sia per il Conservatorio di Como.

Scarica qui la brochure con tutti gli eventi di “Focus Majorana”

 

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