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Cantico dei Cantici

SPETTACOLO SOSPESO

Mercoledì 11 Marzo

ore 20:30

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Info

PALCOSCENICO

mercoledì, 11 marzo – ore 20.30

CANTICO DEI CANTICI

 

con Roberto Latini

 

Adattamento e regia   Roberto Latini

 

Musiche e suoni          Gianluca Misiti

Luci e tecnica             Max Mugnai

Produzione                 Fortebraccio Teatro, Compagnia Lombardi - Tiezzi

con il sostegno di        Armunia Festival Costa degli Etruschi

 

VINCITORE DEL PREMIO UBU 2017 MIGLIOR ATTORE E MIGLIOR PROGETTO SONORO O MUSICHE ORIGINALI

 

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi in tutte le letterature. Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi: un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito.  Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo altre possibili chiavi di lettura, quasi incoscientemente, senza pretesa di cercare altri significati, ma solo ascoltando quel che dice, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. 

Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito. Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano. Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile. Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. 

Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.

“Vi prego, non svegliate il mio amore che dorme

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con Roberto Latini

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