Maggio

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Stagione Notte

Christian Poggioni in INFERNO DI DANTE

ore 19:00

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Dom

Stagione Notte

Ricominciamo in duo

ore 11:00

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Gio

Stagione Notte

Arianna Scommegna in IL BUIO OLTRE LA SIEPE

ore 20:00

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Ven

Stagione Notte

Stefano Panzeri in SEMI

ore 20:00

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Sab

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Dom

Fuori Stagione

Angelo Pintus. Destinati all'estinzione

ore 21:00

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Stagione Notte

Le mille e una fiaba -SHÉHÉRAZADE

ore 11:00

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17

Lun

Fuori Stagione

Angelo Pintus. Destinati all'estinzione

ore 21:00

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Mar

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Gio

Stagione Notte

Marco Baliani in RIGOLETTO: LA NOTTE DELLA MALEDIZIONE

ore 20:00

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Ven

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Sab

Stagione Notte

Cappuccetto blues

ore 18:00

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23

Dom

Stagione Notte

Stefano Dragone in h U N C

ore 20:00

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Stagione Notte

Tre per tre

ore 11:00

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24

Lun

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Mar

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Mer

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Gio

Stagione Notte

Pilar Pérez Aspa in LA PIAZZA DEL DIAMANTE

ore 20:00

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28

Ven

Stagione Notte

Stefano de Luca in SHORT STORIES. ANTON ?ECHOV

ore 20:00

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29

Sab

Stagione Notte

Sulutumana in concerto

ore 19:00

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30

Dom

Stagione Notte

Camera da film

ore 11:00

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Giugno

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Gio

Marco Baliani in RIGOLETTO: LA NOTTE DELLA MALEDIZIONE

Giovedì 20 Maggio

ore 20:00

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giovedì, 20 maggio – ore 20.00

Marco Baliani in RIGOLETTO: LA NOTTE DELLA MALEDIZIONE

Musiche di Giuseppe Verdi, Nino Rota, Cesare Chiacchiaretta

con Marco Baliani

e con Duo Bandini-Chiacchiaretta

Chitarra Giampaolo Bandini

Fisarmonica Cesare Chiacchiaretta

Produzione Società dei Concerti di Parma in collaborazione con Teatro Regio di Parma

Rigoletto è un monologo, quindi per farlo c’è bisogno di un personaggio in carne e ossa, spirito e materia. É uno dei motivi che mi ha spinto a quest’altra impresa. Poter rivestire per una volta la pelle di un altro e starci dentro dall’inizio alla fine: è una gioia particolare per me che in scena da narratore non ho mai la possibilità di calarmi interamente nelle braghe di chicchessia, sempre devo stare vigile a controllare e dirigere l’intero svolgersi della vicenda. Quando invece dirigo altri attori, loro sì, sono personaggi e li invidio sempre un po’, perchè so che vuol dire poter essere un altro fisicamente e spiritualmente, una sensazione di pienezza, aver generato un altro avvicina noi uomini al mistero della duplicazione femminile.

La proposta fattami dal Teatro Regio di Parma di occuparmi, a mio modo, di una “rilettura” di un’opera di Verdi in cartellone nella stagione, la potevo facilmente risolvere con un bel reading, lettura più musica e via così. Ma volevo rischiare di più, come sempre mettermi in gioco, senza appoggiarmi al già saputo, senza occhiali e leggio.

Mi son detto che era l’occasione buona per osare un personaggio e incarnarlo, dopo tanto tempo, tornare a mettere mano a tutte le cose che ho imparato strada facendo sul mestiere antico dell’attore e provare a costruirci sopra un testo scritto, un bel canovaccio su cui giorno dopo giorno, provando, creare un dire per niente letterario, ma concreto, materico. Compreso il trucco in faccia e il costume preso in prestito nei depositi del teatro Regio, appartenuti ai tanti Rigoletti passati da quelle parti.

La seconda motivazione è stata la mia passione per gli esseri del circo, ma quei circhi piccoli, non eclatanti, non amo i “soleil” circensi fatti di effetti speciali e artisti al limite della robotica per la bellezza scultorea e bravura millimetrica del corpo. No, preferisco la rozzezza faticosa ma meravigliosa di quei circhi dove chi strappa i biglietti te lo ritrovi dopo vestito da pagliaccio e il trapezista sa anche fare giocolerie, esseri nomadi, zingarescamente affamati di vita, mi prende uno struggimento totale quando varco quei tendoni, a percepire la fatica quotidiana di un vivere precario ma impeccabile. Volevo fare un omaggio alle cadute, alle sospensioni, alle mancanze di appoggi.

Marco Baliani

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